Menopausa

Dopo i 45 anni generalmente iniziano a comparire alcuni segni che ci dicono che la menopausa è alle porte: mestruazioni irregolari, vampate di calore, sudorazione e palpitazioni, etc. I sintomi perimenopausali si presentano con frequenza ed intensità diverse da donna a donna, conferendo alla menopausa facce diverse. Alcuni di questi sintomi potrebbero aumentare con il passare del tempo e possono durare in alcuni casi anche molti anni. Altri tendono a ridursi con il tempo e in molti casi si impara a convivere con essi.

La menopausa può insorgere in maniera naturale (spontanea) o artificiale (indotta in seguito alla chirurgica, chemioterapia o radioterapia). La menopausa spontanea è precoce se insorge prima dei 40 anni e tardiva dopo i 53 anni.

I sintomi precoci della menopausa sono:
  • vampate di calore
  • instabilità dell'umore
  • depressione
  • insonnia
  • demotivazione
  • perdita della memoria a termine breve
  • diminuzione del desiderio sessuale
  • secchezza vaginale
  • aumento dello stimolo e della frequenza urinaria
  • mal di schiena e dolori muscolari
I sintomi tardivi della menopausa sono:
  • accumulo di grasso all'addome
  • rilasciamento dei tessuti
  • assottigliamento della pelle e dei capelli
  • rughe e macchie cutanee
  • osteoporosi
  • aumento delle malattie cardiache
  • incontinenza urinaria
  • prolasso urogenitale

Grazie al progresso, la vita della donna dopo il 2000 si è prolungata raggiungendo un'età media di 83 anni. L'età della menopausa (cessazione dell'attività ovarica ormonale e ovulatoria per l'esaurimento del bagaglio di ovociti) è rimasta invariata nel tempo intorno a 48-52 anni . Rimane un'attesa di vita di circa 30 anni collocati dopo l'ultima mestruazione. La giusta consapevolezza di essere in menopausa deve indurre la donna a rivolgersi al proprio medico curante, nel ruolo attivo di persona che vuole prendersi cura della propria salute in un'ottica di prevenzione a lungo termine.

Il mantenimento della salute oltre i 50 anni (l'età media della menopausa) richiede:
  • Un screening (check-up) periodico
  • Un regime alimentare equilibrato
  • Un'attività attività fisica costante
  • La prevenzione dell' osteoporosi
  • La terapia sostitutiva.

E' raccomandabile eliminare il fumo.

L' osteoporosi risulta più frequente nella donna rispetto all'uomo e peggiora con l'età. Gli estrogeni, nella donna, rivestono una notevole importanza per il metabolismo osseo. La loro attività inibisce la decalcificazione dell'osso e la loro mancanza, determina l'osteoporosi con il rischio di fratture in tarda età, anche a seguito di banali cadute. Assistiamo ad una costante perdita di massa ossea da un peak raggiunto all'età di 30 anni. Tale perdità si accelera dopo la menopausa per la mancanza del substrato ormonale fino a un 3-5% all'anno nei primi anni dopo la cessazione delle mestruazioni. E' possibile rallentare questo declino praticando un'attività fisica costante e seguendo una dieta ricca di calcio. Una volta persa la massa ossea non può essere facilmente riiformata. Anche le migliori terapie attualmente a disposizioni ristabiliscono la perdita di massa ossea non oltre il 10%.

La chiave della prevenzione consiste in:
  • assunzione adeguata di calcio
  • assunzione di vitamina D (con alimentazione, supplementi e esposizione solare)
  • attività fisica
  • eliminare il fumo
Calcio:

la dose giornaliera consigliata di 1000 mg deve essere aumentata a 1300 mg dopo la menopausa

latte e derivati preferibilmente nella loro forma parzialmente scremata hanno un contenuto naturale di calcio maggiore.

Per i supplementi di calcio bisogna fare attenzione nelle persone con tendenza alla litiasi renale.

Vitamina D: attivata a livello cutaneo in seguito all'esposizione solare di circa 20 minuti al giorno. La dose giornaliera consigliata e di 400 - 800 UI.

L'attività fisica adatta alla prevenzione dell'osteoporosi riguarda le attività con "peso-a-carico" di tipo corsa, camminate, salite( step), sollevametno pesi. Le attività senza "peso-a-carico" di tipo ciclette o nuoto sono più utili per il fitness cardiovascolare.

La menopausa incrementa, col tempo, il rischio d'insorgenza di alcune patologie quali infarto miocardico ed ictus. La mancanza di estrogeni è in parte responsabile dell'aumento dei grassi nel sangue, dell'innalzamento della pressione arteriosa e di altri fattori che determinano malattie degenerative dei vasi sanguigni.

La terapia ormonale sostitutiva può essere utile nel trattamento dei disturbi della menopausa, a breve e a lungo termine.

Molteplici sono le formulazioni e le vie di somministrazione proposte:compresse orali, cerotti e gel transdermici, creme vaginali. La scelta di una terapia sostitutiva personalizzata assieme al ginecologo di fiducia, valutando indicazioni e controindicazioni, può limitare eventuali rischi che inducono all'abbandono.

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