Disturbi del Desiderio

A cura della Dr.ssa Elisabetta Chelo

Il desiderio (la libido)

Il desiderio sessuale costituisce la dimensione più sfuggente della sessualità umana.
E’ quindi difficile da definire e, di conseguenza, da misurare, innanzitutto in relazione a incerti parametri di normalità.
Non esiste un “centro” del desiderio sessuale, ma questo è la risultante di complesse interazioni tra rinencefalo, lobo limbico e neocorteccia: è la risultante di una complessa funzione associativa del cervello.

L’integrità del sistema nervoso centrale e dell’asse limbico – midollare (centro dorso-lombare, centro sacrale) è necessaria per un normale comportamento sessuale così come l’integrità delle strutture pelviche e degli organi genitali.
Recenti ricerche hanno dimostrato che i neurotrasmettitori maggiormente coinvolti nella sessualità sono la dopamina , con funzione stimolante, e la serotonina, con funzione inibente.
Variazioni del comportamento sessuale possono essere indotte dalle alterazioni dei livelli di steroidi presenti durante le varie fasi del ciclo riproduttivo: numerose ricerche documentano anche nella donna una accentuazione del desiderio sessuale e una facilità a raggiungere l’orgasmo in corrispondenza della fase centrale del ciclo mestruale.
Condizionamenti culturali e psicologici fanno sì che il desiderio sessuale nella specie umana sia presente in tutte le fasi del ciclo (Dei M et al Eur Journal Contracep Reprod Health Care 2; 1997).

Gli estrogeni: modulano i feedback ovulatori e il comportamento sessuale, condizionano il trofismo somatico generale e genitale, indispensabile, per una buona funzione sessuale.

Gli androgeni sono secreti fisiologicamente in minime quantità dalle cellule di Leydig persistenti a livello dell’ ilo ovarico , sotto influsso dell’ormone luteinizzante (LH) con un picco proprio nella fase ovulatoria.
Il significato biologico del picco è duplice : accentua la recettività sessuale e promuove l’atresia dei follicoli gregari.
Gli androgeni rivestirebbero un ruolo predominante nei meccanismi legati al desiderio e all’eccitazione

La prolattina ha un ruolo prevalentemente inibitorio in entrambi i sessi.
Situazioni di stress cronico,alcuni psicofarmaci,la presenza di microadenomi ipofisari si associano ad un aumento dei suoi valori ematici e possono determinare una caduta del desiderio sessuale.

L’ossitocina è un neurormone che presenta un picco plasmatico in coincidenza con l’orgasmo: sarebbe il mediatore responsabile del senso di sazietà e agirebbe da mediatore della funzione “omeostatica” del desiderio sessuale.

Ricordiamo in seguito alcuni aspetti relativi al disturbo del desiderio sessuale
  • Il desiderio sessuale ipoattivo: persistente o ricorrente carenza o assenza di fantasie sessuali ,desiderio,recettività per l’attività sessuale che provochi “personal distress”
  • L’avversione sessuale: persistente o ricorrente avversione fobica con evitamento del contatto con un partner che provochi “personal distress”
  • La carenza di estrogeni: sia a livello centrale che periferico fa sì che in carenza degli stessi come nelle amenorree ipoestrogeniche, in puerperio e in menopausa, la libido tenda più o meno rapidamente a spegnersi, in rapporto comunque dinamico con le variabili affettive e relazionali
  • La carenza di androgeni: perdita di desiderio sessuale e di energia vitale, perdita di peli pubici e riduzione della massa muscolare.
  • I farmaci: Cimetidina, Clomipramina, Fenfluramina, Propranololo, Resurpina, Spironolattone, Timololo (riducono la libido); Tradozone (aumenta la libido).
  • L’uso di contraccettivi orali: la contraccezione orale riducendo il picco androgenico potrebbe dare una riduzione del desiderio.
    I contraccettivi contenenti antiandrogeni come il ciproterone acetato possono determinare una frenata libidica, compensata dal miglioramento estetico.
LIBERATORIA | PRIVACY