Dolore sessuale

A cura della Dr.ssa Elisabetta Chelo
  • Dispareunia: ricorrente o persistente dolore genitale associato al rapporto sessuale
  • Vaginismo: persistente o ricorrente spasmo involontario della muscolatura vaginale che impedisce la penetrazione vaginale e che causa “personal distress”
  • Dolore sessuale non coitale: ricorrente e persistente dolore genitale indotto da stimolazioni non coitali

Vaginismo

Per vaginismo si intende una grave difficoltà o l'impossibilità della donna a farsi penetrare a causa di una contrazione involontaria dei muscoli perineali e costrittori della vagina.
Normalmente la muscolatura perineale, cioè quella corrispondente al pavimento pelvico, e la muscolatura perivaginale seguono la fase eccitatoria con un rilassamento adeguato al ricevimento del pene eretto in fase penetrativa.
Il tono di tutta questa muscolatura è tale da determinare le importanti modificazioni vaginali e perivaginali che intervengono durante l'eccitazione sessuale e che favoriscono l'accoglimento del pene in penetrazione.
L'insorgere, invece, di una contrattura spastica di tali strutture rende dolorosa se non impossibile proprio l'entrata del pene determinando il fallimento della fase coitale vera e propria.
Solitamente il disturbo non riconosce condizioni fisiche organiche come alterazioni anatomiche o fisiche (conseguenti a malformazioni congenite o deformazioni acquisite del canale vaginale magari per conseguenze post chirurgiche o processi infiammatori acuti, subacuti, o retrazioni cicatriziali, ecc, ecc.) perché in questo caso è definito "pseudo-vaginismo" ed è di facile riconoscimento già con la visita ginecologica.

  • Quindi il vaginismo risponde a soli fattori funzionali ( cioè legati al funzionamento e non alla morfologia ) che, però, sono così accentuati da far sembrare, alle donne, impossibile l'inesistenza di una alterazione organica a carico della pelvi.
    Così che il solo spasmo muscolare spesso è considerato dalle donne insufficiente a spiegare una sintomatologia così intensa, ripetitiva e automatica, fino al punto da non dare il dovuto credito a tale diagnosi e alla sua spiegazione scientifica.
    E' così che solo dopo svariati tentativi diagnostici e spesso di peregrinazioni specialistiche la donna accetta tale patogenesi e con essa la idonea terapia psico-sessuale

Dispareunia

Il dolore durante il coito può essere evento che colpisce sia il maschio, sia la femmina.

Nella donna si può suddividere:
  • Dispareunia esterna, dovuta a: ipoplasia vaginale, imene intatta o fibrosa, patologie della clitoride, vulvo-vaginiti infiammatorie o atrofiche, uretriti, postumi di episiotomia, postumi di terapia radiante.
  • Dispareunia interna, dovuta a: uretriti, cistiti, infiammazioni del collo dell’utero, acute o croniche, endometriosi, infiammazioni pelviche acute o croniche, retroversione fissa dell’utero, congestione pelvica, gravidanza ectopica, patologia ovarica , postumi di interventi chirurgici locali, alterazioni anatomiche del pene (dimensioni eccessive, sindrome di La Peyronie), traumi da parto.
  • Dispareunia durante l’orgasmo dovuta a: spirale, gravidanza, stati iperestrogenici.

  • Una condizione frequente che agisce come potente fattore inibitore è il dolore causato dalle cistiti post coitali che compaiono generalmente dopo 24 – 72 ore da un rapporto sessuale e che riconoscono una genesi multipla (carenza di estrogeni, ridotta lubrificazione vaginale, alterazioni dell’ecosistema vaginale)
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