Eccitazione

A cura della Dr.ssa Elisabetta Chelo

Senza spogliare di poesia tutto il tumulto dei nostri sensi risvegliato dall’eccitazione dobbiamo ricordare il suo substrato fisiologico per capire l’insorgenza dei relativi disturbi.

L’eccitazione può essere:
  • Centrale (cerebrale)
  • Periferica non genitale (vasodilatazione, sudorazione, aumento della salivazione, erezione del capezzolo, tachicardia…)
  • Genitale

L’eccitazione inoltre può essere riflessa, per lo stimolo tattile dei genitali anche se in presenza di un educazione repressiva questo stimolo può avere anche una carica inibitoria.
L’aspetto psicogeno dell’eccitazione origina da stimoli tattili, olfattivi, gustativi, visivi e da fantasie sessuali.
Come nel partner maschile anche nella donna si può parlare di un’eccitazione notturna che si manifesta durante la fase REM del sonno attraverso minierezioni clitoridee e congestioni vaginali.

La “scaletta” fisiologica dell’eccitazione e un susseguirsi di fasi ben distinte:
  • Fase basale: con minimo flusso arterioso e venoso;
  • Fase latente: caratterizzata dall’aumento del flusso ematico e la formazione di trasudato vaginale;
  • Fase di tumescenza – congestione: la lubrificazione vaginale è al massimo, la vagina si allunga, i piccoli corpi cavernosi e la clitoride si rigonfiano (piattaforma orgasmica di Master e Johnson), l’erezione dei capezzoli;
  • Fase di massima congestione: corrisponde all’imminenza orgasmica;
  • Fase orgasmica: acme sensoriale di piacere accompagnata dalle contrazioni volontarie e involontarie dei muscoli del piano perineale;
  • Fase di risoluzione: rapida detumescenza della clitoride e della piattaforma orgasmica.

Il disturbo dell’eccitazione si manifesta attraverso una persistente o ricorrente incapacità ad ottenere o mantenere un sufficiente eccitamento sessuale che causa “personal distress”.
Può essere espressa come mancanza di eccitazione soggettiva mentale, di eccitazione genitale (lubrificazione, congestione) o di altre risposte somatiche.
Possono essere legati ad una carenza estrogenica che determina una diminuzione della lubrificazione e congestione soprattutto vaginale.
La carenza androgenica determina una riduzione della congestione dei corpi cavernosi bulbo - vestibolari e della clitoride.
Dato l’eccitazione è un fenomeno neuro-vascolare tutte le lesioni a livello midollare che interessano i centri dorso lombare e sacrale possono determinare un disturbo alla lubrificazione, così come le patologie sistemiche (diabete, collagenopatie) che danneggiano il sistema vascolare.

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