Pillole di Nutrizione 2

Pillole di Nutrizione 2

Disbiosi e Patologie Metaboliche
E’ ormai chiaro, come dimostrato da vari studi, che alla base del vertiginoso aumento dell’incidenza di patologie metaboliche (come, per esempio, obesità e diabete) osservato negli ultimi vent’anni non vi siano solo le mere e cattive abitudini alimentari o la mancanza di attività fisica, né tantomeno le mutazioni o i polimorfismi genetici, che non devono quindi essere considerati gli unici fattori responsabili. La composizione e la fisiopatologia del microbiota intestinale (ovvero i cento miliardi di microbi che ospitiamo il nostro intestino, appartenenti a centinaia di specie diverse) sono ormai oggetto di studio da molto tempo e, ad oggi, si ritiene che il microbiota intervenga nella modulazione dei meccanismi responsabili del nostro stato di salute o malattia. Tali meccanismi vanno dalla produzione di energia (se non avviene correttamente si possono determinare patologie metaboliche), alla difesa contro organismi patogeni, sino alla modulazione dell’attività neuroendocrina. L’equilibrio nella composizione delle comunità microbiche composte da batteri commensali, simbiontici e patogeni può risentire di diversi fattori come: abitudini alimentari non corrette, uso e abuso di farmaci, fumo, attività fisica, stress fisico (ad esempio ustioni), consumo di alcool, etc. L’instaurarsi di uno stato di disbiosi (malfunzionamento del microbiota) porta ad uno stato infiammatorio cronico sia a livello locale (tratto gastrointestinale) che sistemico (in tutto l’organismo come obesità, dislipidemie, ipertensione, diabete, malattie cardiache). All’infiammazione della parete intestinale può seguire la leaky gut syndrome (sindrome dell’intestino gocciolante), situazione in cui la parete intestinale diviene porosa e lascia entrare allergeni, batteri, funghi e altre sostanze che normalmente non la attraverserebbero. Quali possono essere le conseguenze? Risposte immunitarie locali o sistemiche (malattie autoimmuni), patologie cronico-degenerative, tumori. L’endotossinemia metabolica che ne consegue può, inoltre, attraverso una maggiore produzione di grelina, aumentare il senso di fame, inducendo l’instaurarsi di un circolo vizioso (cattive abitudini alimentari- disbiosi- maggior produzione di grelina- aumento appetito- cattive abitudini alimentari). Un consumo eccessivo di zuccheri raffinati, alimenti processati, conservanti, contaminanti alimentari, farine raffinate, una dieta con scarsa quantità di frutta e verdura e quindi di fibra, possono determinare una disbiosi persistente e cronica. Dunque il microbiota (intestinale e non solo) deve essere inteso come un organo complesso che svolge moltissime funzioni, fondamentali per il nostro stato di salute, e deve essere considerato il target terapeutico per la prevenzione e cura di molte patologie. Il corretto microbiota si raggiunge e mantiene attraverso la scelta consapevole di alimenti e sistemi alimentari, un’adeguata attività fisica, l’astensione dal consumo eccessivo di bevande alcoliche e dall’uso di farmaci se non strettamente necessari (abuso antidolorifici per esempio).

Dr.ssa Grieco Maria Laura

Per approfondire:

Cani PD, Delzenne NM. The Role of the gut microbiota in energy metabolism and metabolic disease. Curr Pharm Des 2009; 15:1546-58
Brown K. Diet-Induced Dysbiosis of the Intestinal Microbiota and the Effects on Immunity and Disease. Nutrients. 2012 Aug; 4(8): 1095–1119

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